venerdì 16 gennaio 2026

Breve Storia dell'Illuminazione Pubblica a Torino e i suoi pionieri

La storia dell'illuminazione pubblica a Torino è un percorso affascinante che ha visto la città trasformarsi da borgo oscurato a "Ville Lumière" italiana. I pionieri di questa evoluzione possono essere suddivisi in tre grandi epoche tecnologiche. . 1. I Pionieri dell'Olio e del Sego (XVII - XVIII Secolo) Giovanna Battista di Savoia-Nemours (Madama Reale): È la vera iniziatrice. Nel 1675 ordinò l'installazione delle prime lanterne a olio agli incroci delle strade principali per permettere ai cittadini di camminare in sicurezza anche di notte. . Francesco Valeriano Dellala di Beinasco: Architetto di corte che, nel 1782, progettò un sistema organico di oltre 600 lanterne (a olio e sego). Grazie al suo lavoro, Torino iniziò a competere con le grandi capitali europee per decoro urbano. . 2. L'era del Gas (XIX Secolo) Pietro Giacomo Lana: Nel 1820 fu tra i primi a promuovere l'uso del gas. La vera svolta avvenne però nei caffè storici: il Caffè San Carlo (1822) fu il primo locale privato a sperimentare le "fiammelle" a gas, che dal 1840 diventarono lo standard per le strade cittadine. . 3. I Giganti dell'Elettricità (Fine '800 - '900) Alessandro Cruto: L'inventore di Piossasco è il nome più celebre. Nel 1880 (pochi mesi dopo Edison) realizzò una lampadina a incandescenza con filamento di carbonio superiore per durata a quella americana. La sua fabbrica ad Alpignano fu un polo tecnologico mondiale. . Guido Peri: Ingegnere dell'AEM (Azienda Elettrica Municipale), nel 1919 redasse il primo piano globale e organico per convertire l'intera città all'illuminazione elettrica. . Guido Chiarelli: Considerato il "pioniere della luce moderna" nel secondo dopoguerra. Tra gli anni '50 e '60 trasformò il volto notturno di Torino con impianti d'avanguardia (famosi quelli per Italia '61), rendendo la luce un elemento di arredo urbano e arte, come nelle fontane luminose del Valentino. . . GIOVANNA BATTISTA DI SAVOIA-NEMOURS (MADAMA REALE)
. ALESSANDRO CRUTO
. GUIDO CHIARELLI
. (foto collage di Milo Julini)

lunedì 30 giugno 2025

Il Caffè Quotidiano: articolo sull'opera di Guido Chiarelli - giugno 2025

. “Et fiat lux”. Questa frase biblica (Genesi I, 3) viene accostata al primo atto compiuto da Dio subito dopo la creazione del cielo e della terra, quando ordinò che fosse fatta la luce sulla faccia dell’abisso dominato dalle tenebre. Talora scherzosamente, a volte con uso figurativo, la locuzione viene utilizzata per descrive occasioni e situazioni particolari. Senza volere confondere il sacro con il profano tracce di un analogo atto in tempi di molto più vicini a noi, all’alba del XX secolo, possono rinvenirsi nell’opera non divina ma del tutto umana di un caltanissettese di nascita, Guido Chiarelli. . Nato a Caltanissetta nel 1902 da Angelo Chiarelli e Concetta Sanfilippo, primo di quattro figli, dopo le scuole regolari viene mandato presso l’Università di Palermo, nel 1921. Così desidera il padre che lo vuole ingegnere minerario nell’allora capitale mondiale dello zolfo. Nel corso degli studi la sua famiglia si trasferisce a Torino. Guido decide di completare gli studi presso il rinomato Politecnico piemontese, dove si laurea nel 1927, seguendo il corso di ingegneria elettrotecnica. Si distingue per l’intelligenza che mostra sul campo. . A partire dal 1928 viene assunto dal Comune di Torino dove lavorerà per quarant’anni, rivestendo ruoli tecnici apicali. Dal 1956 al 1968 ricopre l’incarico di Ingegnere Capo Divisioni del Municipio di Torino. Durante la lunga carriera si occuperà di impianti elettrici interni, termici, gasdotti, orologi, anche di semafori. Negli anni Cinquanta del Novecento progetta una colonnina luminosa segnaletica da posizionarsi alle fermate dei tram. Alcune resistono ancora oggi. . Il suo nome però resta legato soprattutto all’illuminazione pubblica per le innovazioni da lui apportate agli impianti della città di Torino, dove condurrà una vera e propria rivoluzione “luminosa”. Un ruolo molto significativo sarà quello svolto durante le celebrazioni dell’Expò “Italia’ 61”, per i cento anni della unità di Italia, dove per la prima volta l’illuminazione pubblica trova un risvolto artistico. Particolarmente suggestiva, ad esempio, sarà l’illuminazione notturna del Parco del Valentino e quella della Mole Antonelliana su modello della Tour Eiffel. Nel 1958 viene insignito dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica Italiana. Non si da sosta. E’ sempre durante le celebrazioni di “Italia ’61” che – all’interno della rassegna – Chiarelli immagina e realizza strutture mai viste prima. Studia nuovi impianti non solo funzionali, ma anche esteticamente rilevanti che sanno di arte e di design, alcuni anticipatori dello spirito nuovo di cui, in altra forma adeguata all’impeto degli anni Sessanta, Andy Wharol si farà capostipite. . Sa letteralmente mettere la luce al servizio del bello. Celebri rimangono le sue illuminazioni artistiche di fontane, palazzi e monumenti storici, tanto da essere ricordato come “il poeta della luce”. Riesce a fare riassegnare alla prima capitale d’Italia il titolo di “ville lumière” conteso, per altre ragioni, con Parigi. Famoso il risvolto artistico di Chiarelli ampiamente dimostrato dalle illuminazioni di cui, in varie sedi e in varie forme, viene dotata la città dei primi re d’Italia. Le opere al Parco del Valentino attirano oltre quattro milioni di visitatori. Un record nel settore. Nella stessa occasione realizza il progetto di illuminazione della Mole Antonelliana, al termine dei lavori per la ricostruzione della guglia. Un lavoro immane che pochi avrebbero immaginato. . Arrivano i riconoscimenti. Nel 1965 gli è assegnata l’alta onorificenza di Ufficiale al merito della Repubblica Italiana. Lui comunque rimane sempre fedele a sé stesso, continuando nella sua opera, anche innovatrice, sino alle soglie della sua dipartita che avviene all’età di ottanta anni, nel 1982, nella città che lo ha accolto. Nel 2011, durante i festeggiamenti per il 150° anniversario della Unità di Italia, la sua opera viene ricordata a Torino con tre performance. Gli artistici cartelloni ispirati a Chiarelli trovano sede in Piazza Carignano, al Nuovo Lingotto e alle Officine Grandi Riparazioni, dove viene declamata al pubblico la poesia Il Giardino Incantato a lui dedicata. Ad Agliè un borgo della cintura torinese, il nove giugno del 2012, in occasione dell’assegnazione dei premi del concorso letterario Il Meleto di Guido Gozzano, Guido Chiarelli viene ricordato con un secondo componimento poetico An Evening Sky, relativo alle opere d’arte di illuminazione da lui realizzate. Il tre luglio 2019, nel Parco del Valentino ha luogo, in presenza delle autorità cittadine, la cerimonia di posa di una Targa commemorativa per l’opera svolta da Guido Chiarelli dal 1928 al 1968 per Comune di Torino. Il quattro gennaio del 2021, alla presenza della figlia Lidia, viene data sede a una nuova Targa commemorativa posta all’ingresso del giardino roccioso al Valentino. Nel 120° anniversario della nascita, in onore del pioniere della illuminazione pubblica viene allestita una grande mostra di opere realizzate da oltre settanta artisti dal titolo “Luci per la città”. Una rassegna nata dal ritrovamento casuale in una polverosa soffitta di una vecchia valigetta, una “ventiquattrore” di un modello che andava di moda nei primi anni Cinquanta del Novecento, rinvenuta dalla figlia dell’ingegnere-artista di origine nissena. Una volta aperta ha riportato alla luce numerosi documenti e un ampio materiale fotografico sugli impianti di illuminazione realizzati. Una mostra controcorrente con cui, secondo “l’epoca di Chiarelli”, si è voluto con intelligenza ricusare il (falso) sentimento populista e demagogico, che predica la riduzione dell’illuminazione pubblica. . L’opera di Guido Chiarelli si mostrerà sempre come preconizzante un’era nuova, forse da lui non immaginata, rivolgendo un inconsapevole appello a uscire temporalmente dalle nuove e, per questo più insidiose, oscurità, anche culturali, invitando a(ri)ivolgere uno sguardo al passato e a (ri)percorrere gli ultimi decenni della storia della illuminazione delle città, come segno di una necessaria e utile modernità, in sicurezza. Diverse le pubblicazioni di settore lasciate da Chiarelli e di cui la Regione Piemonte ha creato un apposito archivio. A Caltanissetta, dal 28 dicembre del 2023 una Targa commemorativa lo ricorda nella via Narese, al 27, dove visse fino al 1922 mentre è in corso l’iter burocratico per la intitolazione di una via nella sua città natale. . LILLO ARIOSTO

lunedì 26 maggio 2025

Caltanissetta rende omaggio a Guido Chiarelli - 24 maggio 2025

Il 24 maggio 2025 presso l'Istituto Testasecca di Caltanissetta il Prof. Enzo Falzone ha reso omaggio alla figura di GUIDO CHIARELLI, ricordando che è in programma l'intitolazione di una via in città. (Photo Credit: Salvatore Amico)

martedì 9 gennaio 2024

Caltanissetta rende omaggio a Guido Chiarelli con una targa -23/12/ 2023

______________________________________ https://www.civico20news.it/sito/articolo.php?id=49966 ...... ...... ...... Grazie all’interessamento di Marco D’Arma - Presidente del comitato di Quartiere Provvidenza San Giuseppe - Caltanissetta, città natale di Guido Chiarelli, gli ha reso omaggio, con una targa inaugurata il 28 dicembre 2023 alle 16:30 in via Narese 27, alla presenza dele autorità cittadine, gli assessori Cettina Andaloro e Marcello Frangiamone. Il sindaco arch. Roberto Gambino ha concesso il Patrocinio della città. Inoltre è in progetto l’intitolazione di una via a Guido Chiarelli su richiesta del Prof. Enzo Falzone, storico e scrittore, cultore della storia nissena.
Nel Parco di VILLA AMEDEO a Caltanissetta è stato inaugurato un monumento nel 2017 "PER CHI CON LE RADICI IN QUESTA TERRA HA SPARSO IL SUO PROFUMO SOTTO ALTRI CIELI, AMBASCIATORI DELLA NOSTRA CULTURA E DELLE NOSTRE TRADIZIONI"

domenica 22 gennaio 2023

Guido Chiarelli ricordato su CIVICO20NEWS - gennaio 2023

Di solito, al momento di rievocare per i Lettori di Civico20News qualche personaggio torinese del passato, prossimo o remoto, il primo momento è costituito dalla ricerca delle fonti. Questa attività oggi è semplificata dalla rete che permette di accedere a pubblicazioni altrimenti irraggiungibili. Talora si riscontrano ancora zone d’ombra, anche a causa di perdita o inaccessibilità agli archivi familiari. Non è questo il caso del protagonista di questo scritto, l’ingegner Guido Chiarelli, ricordato come «il poeta della luce» per la sua attività pionieristica nella illuminazione pubblica torinese. Guido Chiarelli, nato a Caltanissetta il 24 settembre 1902, inizia a frequentare l'Università di Palermo: il padre Angelo lo vorrebbe ingegnere minerario, ma lui si laurea nel 1927 al Politecnico di Torino dove ha frequentato il corso di laurea in ingegneria elettrotecnica. Impiegato al Comune di Torino dal 1928, vi lavora per quarant'anni con una progressione di carriera che lo porta, dal 1956 al 1968, al ruolo di capodivisione. Impianti elettrici interni, impianti termici, gasdotti, orologi, semafori, sono i soggetti della sua attività e si ricorda anche una colonnina luminosa segnaletica da collocare alle fermate dei tram, ideata negli anni Cinquanta...

giovedì 3 novembre 2022

"LUCI PER LA CITTA'" mostra a Torino per GUIDO CHIARELLI (25 ottobre-5 novembre 2022)

_______ Nel 120° anniversario della nascita, GUIDO CHIARELLI (1902-1982), pioniere della illuminazione pubblica, è ricordato a TORINO con una grande mostra che raduna circa settanta artisti. ______ Luci per la città, la mostra ______ Dal CATALOGO (a cura di Lidia Chiarelli e Raffaella Spada): _________ Stiamo attraversando tempi difficili, tempi bui, e non solo in senso metaforico. Lo sappiamo, ce lo sentiamo ripetere. Tra le misure straordinarie, per fronteggiare il caro energia, c’è anche la riduzione dell’illuminazione pubblica: numerosi comuni hanno deciso lo spegnimento dell’illuminazione dei siti monumentali e l’abbassamento del livello di potenza degli impianti. La mostra Luci per la città vuole farci uscire temporaneamente da questa oscurità invitandoci a rivolgere uno sguardo al passato e a ripercorrere gli ultimi decenni della storia della illuminazione quando le città, Torino in particolare, facevano a gara per essere definite nuove città delle luci e appropriarsi del titolo di “ville lumière” come Parigi. Guido Chiarelli, a cui questa mostra è dedicata nel 120° anniversario della sua nascita, è stato un pioniere della illuminazione pubblica ed ha trascorso circa 40 anni allo studio di nuovi impianti non solo funzionali, ma anche esteticamente rilevanti. Ha saputo mettere la luce al servizio del bello: sono rimaste famose le sue illuminazioni artistiche di fontane, palazzi e monumenti storici, tanto da essere ricordato come “il poeta della luce”. Ringraziamo dunque tutti gli artisti che hanno voluto ripercorrere con noi le vie e le piazze di notte e che sono stati capaci di stupirsi di fronte alla bellezza delle luci, cogliendone il potere di rimodellare gli spazi e di trasformarli in vere scenografie teatrali. E ci auguriamo che i fruitori di questa mostra siano alla fine portati a concordare con la riflessione di Vincent van Gogh: Penso spesso che la notte sia più viva e intensamente colorata del giorno.

Breve Storia dell'Illuminazione Pubblica a Torino e i suoi pionieri

La storia dell'illuminazione pubblica a Torino è un percorso affascinante che ha visto la città trasformarsi da borgo oscurato a "V...